Musealizzazione Domus Romana: Progetto Vincitore ex-aequo

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“La pavimentazione in acciottolato che riveste come un gigantesco tappeto continuo l’intero spazio vuoto..” (P. Falini, Consulente del Sito Mantova - Sabbioneta) rappresenta l’elemento di raccordo che conferisce unitarietà a Piazza Sordello; da questa convincente sintesi della realtà oggettiva nasce concettualmente l’idea progettuale di sollevare un angolo di questo tappeto per scoprire ciò che in un particolare punto può nascondere.

L'idea proposta si traduce così nella rappresentazione di una azione che rende visibile un reperto nell'atto della scoperta, operando uno stacco nella tessitura della pavimentazione in ciottoli, mantenendone tuttavia la continuità materica, attraverso la realizzazione di una struttura metallica, che ancorata in continuità con il suolo ed in parte sollevata, consenta una chiara visibilità dello scavo archeologico.

Dal punto di vista strutturale infatti il volume di piccole dimensioni è caratterizzato da una struttura verticale portante, composta da un’orditura di tubolari in ferro inseriti all’interno del tamponamento dell’edificio, la quale sostiene una copertura, in parte a sbalzo, realizzata con una struttura reticolare spaziale di moduli tetraedrici metallici componibili.

Uno dei principali intenti progettuali è il contenimento dell'impatto ambientale attraverso la riduzione della volumetria del contenitore di protezione dei mosaici. L'obbiettivo è stato raggiunto mediante la scelta progettuale di spostare i visitatori all'esterno della struttura espositiva.

 

cProspetto-Sezione fronte sudSchema CostruttivoSchema CostruttivoPlanimetria e SezionePlanimetria e SezioneLa scelta di mantenere il pubblico al di fuori da il vantaggio di poter mantenere all'interno del contenitore condizioni climatiche ottimali per la conservazione del manufatto senza dover ricercare compromessi con le condizioni di comfort climatico necessarie ai visitatori. Il minor volume da realizzare comporta inoltre un consistente risparmio nei costi di costruzione e nella realizzazione degli impianti, specialmente termomeccanici e di climatizzazione, per il minor volume da trattare.

Un decisivo risparmio nei costi di gestione  è garantito dai più ridotti consumi energetici e dalla mancata necessità di una biglietteria, di un guardaroba e del relativo personale di controllo, garantendo tuttavia, con il nuovo sistema a ticket d'ingresso, una accessibilità al sito di 24 ore su 24.

 

Il nuovo padiglione si integra nella più ampia opera di riqualificazione del lato sud della piazza; attorno ad esso posto in posizione prestabilita d'angolo si aggregano varie opere in un unica forma morfologicamente e matericamente plasmata nel contesto preesistente dove gli alberi rappresentano l'unico contrappunto verticale vivo e diverso.
Dall’arco di San Pietro lungo il lastricato che si articola verso il Duomo, si innesta il percorso a norma per i disabili che conduce all’ingresso del sito archeologico.
Il percorso di visita, completamente scoperto, ha accessi controllati da due tornelli. L'introduzione di un ticket individuale attiva contemporaneamente l'illuminazione dei reperti, visibili attraverso una vetrata d’angolo, e l'attivazione di due monitor che trasmettono contenuti multimediali relativi alle fasi di recupero e agli aspetti storici, museografici e di conservazione. I tornelli consentono inoltre di regolare l'afflusso di visitatori, impedendone l’accesso una volta raggiunto il numero prestabilito.
La conservazione del mosaico è garantita dalle scelte impiantistiche adottate: il sistema d'illuminazione artificiale a LED e fibre ottiche e gli impianti termomeccanici di climatizzazione con funzionamento continuo in grado di compensare i fenomeni negativi riscontrati durante l'attuale esercizio.

 

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