Mantova un'immagine magica da ricostruire

Monsignor Luigi Martini riporta ne “il confortatorio di Mantova” le parole di Pietro Fortunato Calvi mentre attraversa il ponte di San Giorgio per andare al luogo della sua esecuzione:

 "PER BACCO! DISSE PIETRO APPENA FUMMO SUL PONTE, PER BACCO! CHE GRANDIOSA E POETICA PROSPETTIVA....

.....PRESENTA QUESTO PONTE NELLE MONTAGNE, NEI CAMPI E NEI LAGHI SUPERBI, CHE CI MOSTRA.NON AVREI MAI CREDUTO, CHE MANTOVA CITTÀ DI PIANURA PRESENTASSE UN PANORAMA COSÌ VAGO E MAESTOSO.…CHE COSA SONO MAI I GIARDINI DEI RICCHI E DEI POTENTI IN CONFRONTO DI QUESTO GIARDINO?QUI PIETRO STETTE ESTASIATO PER QUALCHE MINUTO RAPITO DALL’INASPETTATA BELLEZZA DI QUELLA PROSPETTIVA. LA MAGIA DELL’IMMAGINE HA SUPERATO LA TRAGICITÀ DEL MOMENTO"
Possiamo ancora, al di la di ogni retorica, innamorarci di questa nostra città cercando di recuperarne il fascino.

Le proposte di seguito rappresentate costituiscono l’esemplificazione di criteri e di modi intervento possibili per introdurre variazioni, attività e dotazioni, in grado di caratterizzare e valorizzare le varie zone di un determinato territorio.
Si tratta dunque di idee e non di progetti conclusi che visualizzano un modo di operare secondo criteri stabiliti per risolvere in modo organico l’inserimento in una realtà ambientale.
Talune proposte maggiormente specifiche potrebbero trovare compimento nella realizzazione, ma ciascuna esemplificazione può rappresentare uno strumento didattico di consulenza e di campionatura esemplificativa per poter rendere organicamente solidale la realtà complessiva della città con il suo territorio di contorno ora semplicemente ad esso affiancato.

 

 

Forte Lunetta sistemazione cippo Sistemazione  Sparafucile Sottopasso ciclabile Museo fluviale Imbarcadero Ristoro sponde Forte Fossamana Sede del Parco del Mincio Dalla stazione al lago Ristoro sponde Percorso prospettico Area impermeabile alle sponde

Nell’ultimo decennio del XII° Sec. Alberto Pitentino, plasmando un acquitrino in parte edificato, dà forma ad una città articolata in un territorio ad essa strettamente connesso, riordina, raduna e organizza nei laghi le acque sparse, ne stabilisce i limiti, i dislivelli e i rapporti per garantirne la movimentazione come forza motrice necessaria alle attività produttive.
Questo rapporto integrato in un unico contesto diede vita, nel suo insieme, ad una immagine magica di “città isola” nell’ambito della pianura padana, articolata in un sistema complesso interrelato fatto di case, acqua viva e spazi circostanti di servizio e di protezione.
Non si tratta di ispirarsi alla storia gloriosa della città o alle espressioni formali irripetibili lasciateci dal passato e ritenerci pigramente soddisfatti, pensando che la presenza dei laghi ha salvato la città dall’assedio e dalla contaminazione irresponsabile col cemento nelle periferie, e ignorare che la città ha perso gli elementi significativi di un impianto morfologico che la rendeva unica.
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